Castello Scaligero di Lazise
Lazise
Primo comune libero d'Italia, con sei torri e 600 metri di mura: il castello di Lazise, dove la comunità si difendeva da sola.
Lazise vanta un primato storico: nel 983 l’imperatore Ottone II concesse al borgo il privilegio di autogovernarsi, riscuotere dazi, pescare e fortificarsi — diritti che fanno di Lazise il primo comune libero d’Italia. Il castello fu la manifestazione in pietra di questa autonomia: le mura, le torri e le porte erano mantenute dalla comunità stessa, non da un signore feudale.
La cinta muraria si sviluppa per circa 600 metri, intervallata da sei torri che originariamente raggiungevano i 20 metri di altezza. Il muro di cortina, in ciottoli di fiume e conci di tufo, è ancora in gran parte intatto e percorribile dall’esterno. La porta principale, con il suo arco a sesto acuto, immette nel centro storico attraverso un passaggio che nei secoli ha visto transitare mercanti, soldati, pellegrini e ora turisti.
All’interno delle mura, il castello è proprietà privata e non visitabile, ma il perimetro esterno — con il fossato colmato e trasformato in giardino — si percorre liberamente. Il punto più scenografico è l’angolo sud-orientale, dove le mura incontrano il lago e le torri si riflettono nell’acqua del porto.
La cinta muraria di Lazise è collegata alla Dogana Veneta — l’ex arsenale scaligero poi trasformato in dogana dalla Serenissima — creando un sistema integrato di difesa e commercio che racconta in modo esemplare la storia del Garda medievale.
L’accesso all’esterno del castello è libero e gratuito. Lazise si raggiunge dalla Gardesana orientale e dispone di ampi parcheggi fuori dalle mura. Si consiglia di combinare la visita con una passeggiata sul lungolago e una sosta alla Dogana Veneta.