Duomo di Salò
Salò
Cinque secoli di arte bresciana tra navate gotiche e rinascimentali: il Duomo custodisce Moretto, Romanino e un organo Antegnati.
La facciata, rimasta incompiuta nelle parti superiori, presenta un portale rinascimentale in marmo di Botticino attribuito a Gasparo Cairano (inizio XVI secolo), decorato con putti, festoni e motivi classici di notevole finezza. Il rosone centrale e le modanature gotiche convivono con elementi già rinascimentali, testimoniando i decenni di lavoro che separano l’inizio dalla conclusione dell’opera.
L’interno a tre navate, con volte a crociera e pilastri cilindrici, custodisce un patrimonio artistico di prim’ordine. La pala dell’altare maggiore è una Deposizione attribuita a Paolo Veneziano (XIV secolo); nelle cappelle laterali si trovano opere di Zenon Veronese, Romanino e Moretto da Brescia — tre maestri della pittura rinascimentale bresciana. Il polittico ligneo dorato della cappella del Santissimo Sacramento, opera di un intagliatore tedesco del tardo Quattrocento, è uno dei pezzi più rari.
L’organo Antegnati, costruito dalla celebre famiglia di organari bresciani nel 1489 e più volte restaurato, è ancora funzionante e viene utilizzato per concerti di musica sacra e barocca, soprattutto nei mesi estivi. La sua voce, calda e profonda, riempie le navate con una sonorità che ha attraversato cinque secoli.
Il terremoto del 2004 causò danni significativi alla struttura, richiedendo un intervento di restauro durato diversi anni. Oggi il Duomo è tornato al suo splendore, con le opere d’arte restaurate e gli apparati decorativi consolidati.
La visita è libera e gratuita. Si consiglia di entrare nelle ore del mattino, quando la luce attraversa le vetrate illuminando le navate con tonalità calde. Il Duomo si trova nel cuore di Salò, a pochi passi dal lungolago e dal MuSa.