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Castello Scaligero di Sirmione
cultura

Castello Scaligero di Sirmione

Sirmione

La sentinella di pietra che da sette secoli sorveglia Sirmione, con la sua torre di 47 metri sull'acqua.

Pochi castelli al mondo possono vantare un ingresso così scenografico: per raggiungere il centro storico di Sirmione bisogna attraversare il ponte levatoio del Castello Scaligero, passando sopra le acque del lago che circondano completamente la fortezza. Costruito nella seconda metà del XIII secolo per volere di Mastino I della Scala, signore di Verona, il castello rappresenta uno degli esempi meglio conservati di architettura militare medievale in Italia.

Le mura merlate si innalzano direttamente dall’acqua, creando un effetto di continuità tra pietra e lago che ha pochi eguali. La torre mastio, alta 47 metri, domina l’intero bacino lacustre meridionale: dalla sua sommità — raggiungibile dopo 146 gradini — lo sguardo spazia da Desenzano a Peschiera, dalla penisola di Sirmione fino alle sagome delle montagne trentine.

La darsena fortificata, accessibile dal cortile interno, costituisce una rarità architettonica: è uno dei pochissimi esempi di porto militare lacustre ancora intatti. Qui la flotta scaligera trovava riparo e da qui partivano le imbarcazioni per il controllo delle rotte commerciali del Garda meridionale. Le mura della darsena, lambite dall’acqua, formano un bacino chiuso dove oggi i riflessi giocano tra le pietre antiche.

L’impianto difensivo rivela una progettazione attenta: tre torri angolari presidiano i punti strategici, mentre il camminamento di ronda percorre l’intero perimetro murario offrendo prospettive sempre diverse sul lago e sul borgo. Le feritoie, calibrate per il tiro con la balestra, raccontano le tecniche di difesa dell’epoca.

Dopo la caduta degli Scaligeri nel 1387, il castello passò ai Visconti di Milano e poi alla Repubblica di Venezia, che ne mantenne la funzione militare fino al XVIII secolo. Le stratificazioni architettoniche — dalla base duecentesca agli interventi veneziani — sono ancora leggibili nelle murature.

La visita dura circa 45 minuti. Il percorso sale attraverso le sale interne, spoglie ma evocative, fino alla sommità della torre. Per chi soffre di vertigini, gli ultimi tratti di scala — stretti e ripidi — possono risultare impegnativi, ma la vista ripaga ampiamente lo sforzo. Nei mesi estivi si consiglia la visita nelle ore serali, quando il castello assume tonalità dorate e le code all’ingresso si riducono. Il biglietto è separato da quello delle Grotte di Catullo.