Punta San Vigilio
Garda
Cipressi cinquecentenari, una villa del Sanmicheli e la Baia delle Sirene: Punta San Vigilio, il Garda fuori dal tempo.
Il promontorio prende il nome da San Vigilio, vescovo di Trento, che secondo la tradizione vi predicò nel V secolo. Ma fu l’umanista veronese Agostino Brenzone a dare alla punta la sua fisionomia attuale: nel 1540 commissionò all’architetto Michele Sanmicheli — lo stesso che progettava le mura di Peschiera — la costruzione di una villa, una chiesa e un porto privato, creando un insieme armonico dove architettura e natura si fondono.
La Villa Guarienti-Brenzone, con la sua facciata rinascimentale e le logge che guardano il lago, non è visitabile (è ancora residenza privata), ma il suo parco di cipressi — tra i più antichi del Garda — è visibile dal sentiero che percorre la punta. La Taverna San Vigilio, storico ristorante nel porticciolo, occupa un edificio cinquecentesco affacciato direttamente sull’acqua.
La Baia delle Sirene, sulla punta meridionale del promontorio, è una spiaggia attrezzata con accesso a pagamento, circondata da ulivi e cipressi. L’acqua è particolarmente limpida grazie alla posizione esposta alle correnti del lago, e il fondale degrada dolcemente — ideale per nuotare. Nei mesi meno affollati, questo è uno dei luoghi più sereni di tutto il Garda.
Winston Churchill soggiornò qui nel dopoguerra, e il principe Carlo d’Inghilterra vi trascorse diverse vacanze: il fascino di Punta San Vigilio non è un segreto, ma la sua esclusività naturale — pochi posti disponibili nella baia, nessuna costruzione moderna visibile — ne preserva il carattere intimo.
Si raggiunge in auto dalla Gardesana orientale (parcheggio limitato) o in barca dal porto di Garda. La passeggiata lungo il promontorio è libera; l’accesso alla Baia delle Sirene è a pagamento nei mesi estivi. Si consiglia la visita al tramonto, quando i cipressi proiettano ombre lunghe sull’acqua dorata.