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Rocca di Manerba
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Rocca di Manerba

Manerba del Garda

Novanta ettari tra archeologia e natura: la Rocca di Manerba, promontorio con vista a 360 gradi dal Bronzo al Medioevo.

La Rocca di Manerba è un promontorio di roccia calcarea che si protende nel lago come la prua di una nave, raggiungendo i 216 metri di altezza sulla riva sottostante. Sulla sua sommità, i resti di una fortezza medievale distrutta nel 1575 per ordine della Repubblica di Venezia si mescolano a tracce di insediamenti che risalgono all’età del Bronzo, facendo di questo luogo uno dei siti archeologici più stratificati del Garda.

Il Parco Archeologico e Naturalistico della Rocca, istituito nel 2003, protegge e valorizza un’area di 90 ettari che comprende la rocca, le falesie a strapiombo sul lago, i boschi di leccio e roverella e le spiagge alla base del promontorio. Il Centro Visitatori, situato all’ingresso del parco, espone i reperti rinvenuti durante gli scavi: ceramiche dell’età del Bronzo, fibule in bronzo dell’età del Ferro, monete romane e frammenti architettonici medievali.

La fortezza medievale — di cui rimangono muri perimetrali, la base di una torre e una cisterna — fu edificata nell’XI secolo e controllava il golfo di Manerba e la navigazione nella parte centro-meridionale del lago. La sua distruzione, ordinata da Venezia dopo che il castello era diventato covo di banditi, fu così radicale che le pietre vennero in parte riutilizzate per le costruzioni del borgo sottostante.

Il percorso di visita alla Rocca richiede circa un’ora e mezza, con un dislivello di 200 metri su sentiero ben tracciato. La sommità offre una vista circolare che non ha rivali sul Garda: a nord le montagne trentine, a est la sponda veronese con Lazise e Bardolino, a sud la pianura, a ovest l’Isola del Garda e la penisola di Sirmione. Al tramonto, il profilo della Rocca si staglia controluce creando uno degli spettacoli naturali più fotografati del lago.

La flora comprende specie mediterranee — lecci, alaterni, terebinti — che crescono sulle rupi esposte a sud, accanto a specie alpine nei versanti ombrosi settentrionali. Per gli appassionati di birdwatching, le falesie ospitano nidificazioni di falchi pellegrini e cormorani.

L’accesso al parco è gratuito e possibile tutto l’anno. Il parcheggio si trova alla base del promontorio. Si consiglia di portare acqua e calzature adatte al sentiero.