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Santuario della Madonna del Carmine
cultura

Santuario della Madonna del Carmine

San Felice del Benaco

Affreschi gotici e vista sul golfo di Gargnano: il santuario carmelitano a mezza costa, raggiungibile a piedi tra gli ulivi.

A mezza costa tra Gargnano e il suo entroterra montano, il Santuario della Madonna del Carmine sorge in una posizione che sembra scelta per premiare il pellegrino: dopo una salita attraverso uliveti e boschi di leccio, il sagrato si apre su una vista che domina l’intero golfo di Gargnano e la sponda lombarda del Garda.

Il santuario fu fondato nel 1452 da frati dell’Ordine Carmelitano, che edificarono chiesa e convento su un terrazzo naturale a 293 metri di quota. La tradizione vuole che il luogo fosse stato indicato da un’apparizione mariana, ma la scelta rispondeva anche a una logica pratica: la posizione elevata proteggeva dai miasmi malarici che in estate risalivano dalle zone paludose della riva, e la vista aperta garantiva la sicurezza dell’insediamento.

La chiesa conserva un notevole ciclo di affreschi tardo-gotici, eseguiti tra il 1452 e il 1482 da anonimi maestri bresciani e veronesi. Le scene, che decorano le pareti laterali e la controfacciata, raffigurano episodi della vita della Vergine e di Cristo con una vivacità narrativa e una freschezza cromatica che colpiscono per lo stato di conservazione. L’altare maggiore ospita una statua lignea della Madonna del Carmine del XV secolo, venerata dalla comunità gargnanese.

Il chiostro del convento, con le sue arcate in pietra locale e il pozzo centrale, è un esempio di architettura conventuale tardo-medievale nella sua forma più essenziale. I frati hanno mantenuto un giardino di piante officinali — lavanda, salvia, rosmarino, timo — che profuma l’intero complesso.

Il santuario si raggiunge a piedi da Gargnano in circa 40 minuti, lungo un sentiero panoramico segnalato. Per chi preferisce l’auto, una strada asfaltata conduce fino a un parcheggio a 200 metri dall’ingresso. La visita è libera e gratuita. Si consiglia di salire nel tardo pomeriggio, quando la luce del tramonto accende i colori del lago e trasforma il sagrato in un balcone dorato.